Mitsubishi A6M Zero-sen "Zeke"
Le stupefacenti prestazioni dello Zero sgomentarono gli
Alleati nel 1941.
Il più noto e impiegato caccia giapponese, lo Zero
esordì in Cina nel luglio 1940 e rimase in prima linea
fino alla fine della II Guerra mondiale. L'eccezionale
velivolo di Jiro Horikoshi surclassava ogni caccia
alleato, tanto che all'inizio del conflitto gli americani
identificarono ogni caccia giapponese con lo Zero.
Sembrava potesse colpire ovunque, rendendo così
omaggio alle inascoltate relazioni che ne avevano
fatto Claire Chennault dalla cina e Stephen Jurika da
Tokyo. purtroppo lo Zero (nome in codice Zeke)
doveva la sua manovrabilità e il lungo raggio
d'azione all'assenza di blindatura del posto di
pilotaggio; inoltre non era prevvisto di serbatoi
autosigillanti. Dal 1943 lo Zero divenne da difesa,
surclassato dai nuovi e più potenti caccia alleati;
tuttavia mantenne la sua fama di pericolosità. I
giapponesi non ne arrestarono la produzione, ma
cercarono di migliorarlo tecnicamente, anche se
sapevano che moti esemplari sarebbero stati
comunque abbattuti. Dei 10.937 Zero prodotti, molti
furono trasformati in Kamikaze e più di 300 in
idrovolanti, dal nome in codice Rufo.
Scheda tecnica (A6M2)
Apparato propulsore: un Nakajima NK1C Sakae 12, 14 cilindri
stellare da 925 hp.
Dimensioni: lunghezza 9,06 m; altezza 2,92 m; apertura alare 12 m.
Pesi: a vuoto 1680 kg; a pieno carico 2410 kg.
Prestazioni: velocità massima 509 km/h; quota massima operativa
10.300 m; autonomia 3110 km.
Armamento: due cannoni da 20 mm, due mitragliatrici da 7,7 mm
e due bombe da 60 kg.
Le stupefacenti prestazioni dello Zero sgomentarono gli
Alleati nel 1941.
Il più noto e impiegato caccia giapponese, lo Zero
esordì in Cina nel luglio 1940 e rimase in prima linea
fino alla fine della II Guerra mondiale. L'eccezionale
velivolo di Jiro Horikoshi surclassava ogni caccia
alleato, tanto che all'inizio del conflitto gli americani
identificarono ogni caccia giapponese con lo Zero.
Sembrava potesse colpire ovunque, rendendo così
omaggio alle inascoltate relazioni che ne avevano
fatto Claire Chennault dalla cina e Stephen Jurika da
Tokyo. purtroppo lo Zero (nome in codice Zeke)
doveva la sua manovrabilità e il lungo raggio
d'azione all'assenza di blindatura del posto di
pilotaggio; inoltre non era prevvisto di serbatoi
autosigillanti. Dal 1943 lo Zero divenne da difesa,
surclassato dai nuovi e più potenti caccia alleati;
tuttavia mantenne la sua fama di pericolosità. I
giapponesi non ne arrestarono la produzione, ma
cercarono di migliorarlo tecnicamente, anche se
sapevano che moti esemplari sarebbero stati
comunque abbattuti. Dei 10.937 Zero prodotti, molti
furono trasformati in Kamikaze e più di 300 in
idrovolanti, dal nome in codice Rufo.
Scheda tecnica (A6M2)
Apparato propulsore: un Nakajima NK1C Sakae 12, 14 cilindri
stellare da 925 hp.
Dimensioni: lunghezza 9,06 m; altezza 2,92 m; apertura alare 12 m.
Pesi: a vuoto 1680 kg; a pieno carico 2410 kg.
Prestazioni: velocità massima 509 km/h; quota massima operativa
10.300 m; autonomia 3110 km.
Armamento: due cannoni da 20 mm, due mitragliatrici da 7,7 mm
e due bombe da 60 kg.

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