Fiat B.R.20 Cicogna
I B.R.20 parteciparono alle ultime fasi della Battaglia
d'Inghilterra bombardarono i porti della costa orientale.
In servizio nella Regia Aeronautica dal 1936, questo
bombardiere, dal rivestimento collaborante, costituì
un progresso rispetto a quelli di altri paesi. venne
acquistato da Ungheria, Giappone, Spagna e
Venezuela per le rispettive forze aeree. Nel 1937 lo
troviamo in Spagna, nelle file dell'Aviazione
legionari, impiegato dai Nazionalisti insieme agli
He 111 nei bombardamenti. Il successo dei B.R.20 e
degli Heinkel fu dovuto essenzialmente alle carenti
misure difensive degli avversari. I giapponesi
utilizzarono il B.R.20 in Cina e, in misura minore, nel
Pacifico. Allo scoppio della II Guerra Mondiale il
B.R.20 mostrava già la sua età; nonostante ciò venne
spedito in Belgio per essere impiegato nella Battaglia
d'Inghilterra, divenendo facile preda dei caccia
avversari dati lo scarso armamento e l'esigua scorta.
Con l'operazione Barbarossa, i Cicogna arrivarono
sul fronte russo a rimpiguare le forze della
Luftwaffe. Ingenti perdite li portarono però presto
fuori scena.
Relegato infine al pattugliamento costiero e
all'addestramento di equipaggi per bombardieri, dal
1942 venne utilizzato solo per le operazioni meno
rischiose e solo nel caso fosse l'unico mezzo
disponibile.
Scheda tecnica (B.R20M)
Apparato propulsore: Due Fiat A.80 RC20, 18 cilindri stellare da
1100 hp.
Dimensioni: lunghezza 16,78 m; altezza 4,75 m; apertura alare
21,56 m.
Pesi: a vuoto 6700 kg; a pieno carico 10.450 kg.
Prestazioni: velocità massima 430 km/h; quota massima operativa
6750 m; autonomia 200 km.
Armamento: una mitragliatrice da 12,7 mm nel muso, una
mitragliatrice da 7,7 mm nella torretta ventrale e altre due
mitragliatrici da 7,7 mm in quella dorsale; 2500 kg di bombe. Fiat C.R.42 Falco
Questo C.R.42 venne abbattuto a Suffolk nel 1940, quindi
riparato e studiato dalla RAF
Questo modello,sviluppato dal C.R.41, entrò in
servizio alla Reggia Aeronautica a due mesi dall'inizio
della guerra, nel novembre 1939. L'abitacolo aperto
rappresentava un anacronismo dal momento che
dappertutto si stava passando dal biplaano al
monoplano metallico. tuttavia un mercato marginale
sarebbe rimasto per l'elegante bplano in Belgio,
Finlandia,Ungheria e Svezia. I piloti, consci della
sua netta inferiorità, preferivano volarci per svolgere
attività seecondarie lontane dal fronte. La maggior
partedei falco furono inviati in Nord Africa e nel
Mediterraneo mentre una pattuglia di 50 velivoli,
partendo dal Belgio, Partecipò tra l'ottobre 1940 e il
gennaio 1941 alla Battaglia d'Inghilterra ma vennero
sbargliati dai caccia britannici. finalmente, all'inizio
del 1942 la produzione venne interrotta e il caccia fu
rapidamente ritirato dal frontr. Da quel momento il
velivolo servì per l'addestramento e potè essere
apprezzato fino in fondo per le sue doti di estrema
maneggevolezza.
Scheda tecnica (C.R.42)
Apparato propulsore: Fiat A.74 RC38, 14 cilindri stellare da 840
hp
Dimensioni: lunghezza 8,25 m; altezza 3,35 m, apertura alare 9,7 m.
Pesi: a vuoto 1720 Kg; a pieno carico 2300 kg.
Prestazioni: velocità massima 430 km7h; quota massima operativa
10.500 m; autonomia 775 km.
Armamento: C.R.42 due mitragliatrici, una da 7,7 mm; e l'altra da
12,7 mm; C.R.42bis due mitragliatrici da 12,7 mm; C.R.42 ter
quattro mitragliatrici da 12,7 (due nelle gondole dell'ala inferiore);
C.R.42AS due mitrgliatrici da 12,7 mm e due bombe da 110 kg
agganciate all'ala. Savoia-Marchetti S.M.79 Sparviero
Fu il bombardiere italino più riuscito della II Guerra
Mondiale, ne vennero costruiti più di 1300.
Nonostante l'aspetto rozzo e la costruzione vecchio
stile in legno, tela e tubi d'acciaio saldati, il S.M.79
era un bombardiere medio multiruolo robusto e
affidabile. fece più danni di tanti bombardieri di
grosse dimensioni. In adozione alla Regia
Aeronautica dal 1936, era derivato da un aereo da
trasporto civile. Impiegato dai Nazionalisti
dell'Aviazione Legionaria in Spagna, fu apprezzato
unanimamente, tanto da divenire un ottimo affare
commerciale.
Adatto anche come aerosilurante, servì le forze aeree
di Spagna, Brasile,Iugoslavia, Iraq e Romania quasi
fino al termine del conflitto. I rumeni lo inviarono
sul fronte russo dal 1940 al 1944, un record
ineguagliabile per un velivolo dei primi anni '30. Più
noto come trimotore, ne vennero costruiti anche
molte vrsioni bimotore, impiegandone svariati tipi,
tra cui lo Junkers Jumo 211D da 1220 hp.
Indipendentemente dalla versione, il S.M.79 era
apprezzato dai piloti per le sue qualità di volo e
perchè, anche in caso di gravi danneggiamenti,
riusciva sempre a tornare alla base.
Utilizzato in Nord Africa e nel Mediterraneo, dall'8
settembre 1943 si troverà impegnato sul fronte sia a
sostegno degli Alleati sia con la Republica di Salò.
Scheda tecnica (S.M.79-II)
apparato propulsore: tre Alfa Romeo 126 RC34,9 cilindri stellare
da 780 hp, successivamente tre Piaggio P.XI RC40, 14 cilindri
radiale da 1000 hp.
Dimensioni: lunghezza 16,2 m; altezza 4,1 m; apertura alare 21,2 m.
Pesi: avuoto 7600 kg; a pieno carico 11.300 kg.
Prestazioni velocità massima 434 km/h; quota massima operativa
7000 m; autonomia 2000 km.
Armamento: tre mitragliatrici da 12,7 mm sopra la cabina di
pilotaggio e nella gondola ventrale, una mitragliatrice da 7,7 mm
per finestrino posteriore; carico interno per 1000 kg di
bombe o due siluri esterni. Fiat G.50 Freccia
Il Fiat G.50 combatè prevalentemente in Nord Africa,
l'armamento leggero ne costituiva la principale
debolezza.
Il G.50 è stato il principale caccia monoplano metallico
in italia. Dal suo primo volo, nel febbraio 1937, il
caccia fu impiegato dalla Regia Aeronautica
dall'inizio del 1938 e durante la Guerra Civile
spagnola nelle fila dell'Aviazione Legionaria. La sua
ottima maneggevolezza si accompagnava però a un
armamento troppo leggero. la versione più diffusa,
il g,50bis, era già superiore, ma il salto di qualità
avvenne solo con l'installazione del motore Daimler-
Benz DB605A-1 che potò al modello G.55 Centauro.
Il Centauro, in volo dall'aprile del 1942,era un
ottimo caccia simile per velocità e per configurazione ai
suoi contemporanei della II guerra mondiale. In
produzione dai primi del 1943, le prime consegne
furono l'agosto dello stesso anno. Era molto
apprezzato dai piloti ma se ne produssero solo 105
esemplari. L'ultima versione, il G.56, èdelmarzo
1944. con più potente DB603A da 1750 hp
raggiungeva la velocità massima di 685 km/h e nei
test surclassava sia il me 109G sia Il Fw 190a. ne fu
costruito un solo esemplare, il prototipo.
Scheda tecnica
Apparato propulsore: (g.509 fiat a.74 RC38,14 cilindri stellare
da 840 hp; (G.559 Daimler-Benz DB605A, 12 cilindri in linea da
1475 hp.
Dimensioni: lunghezza (G.50) 7,79 m, (G.55) 9,37 m; altezza
(G.50) 2,9 m, (G.55) 3,15 m; apertura alare (G.50) 10,97 m,
(G.55) 11,85 m.
Pesi: a vuoto (G.55) 1900 kg, (G.55) 2900 kg; a pieno carico
(G.50) 2706 Kg, (G.55) 3710 kg.
Prestazioni: velocità massima (G:50) 471 km/h, (G.55) 620 km/h;
quota massima operativa (G.50) 10.000 m, (G.55) 13.000 m;
autonomia (G.50) 1000 km, (G.55) 1600 km.
Armamento: (G.50) due mitragliatrici da 12,7 mm, (G.55) le stesse
e tre cannoni da 20 mm. Cant Z.1007 Alcione
Scarsamente armato e poco robusto, lo Z.1007 fu facile
preda per caccia alleati.
Questo bombardiere leggero era derivato dal ligneo
trimotore Z.506B Airone dei Cantieri Riuniti
Dell'Adriatico (Cant). In dotazione alla Regia
Aeronautica dal 1939, effettuò il suo primo volo nel
maggio 1937, ma allo scoppio della II Guerra
Mondiale era già sorpassato. La metà degli esemplari
prodotti aveva doppia deriva e i piloti ne gradivano
le doti di maneggevolezza.
La relativa lentezza lo rendeva assai vulnerabile,
come ricordano i piloti americani e inglesi che lo
incontrarono. L'armamento, un assortimento di
mitragliatrici da 7,7 e 12,7 mm, era
sottodimensionato.
Una scorta di caccia, spesso poco consistente, era
l'unica reale difesa per questo aereo. Operante sui
fronti russo e Mediterraneo, il suo carico da 2000 kg
di bombe era simile a quella dei bombardieri nemici
della stessa classe. Nella versione Z.1007 bis il
carrello era stato irrobustito mentre ala e fusoliera
erano state allungate. L'ultima versione, lo Z.1018
Leone, aveva una struttura metallica e i tre motori
radiali Piaggio erano stati sostituiti da una coppia di
motori più potenti. Non venne sfruttato appieno a
causa dell'armistizio dell'8 settembre 1943.
Scheda tecnica (Z.1007bis)
Apparato propulsore: tre Piaggio P.XIbis RC40, stellare doppio a
14 cilindri da 1000 hp.
Dimensioni:lunghezza 18,4 m; altezza 5,22 m; apertura alare 24,8 m.
Pesi: a vuoto 8630 kg; a pieno carico 13,620 kg.
Prestazioni: velocità massima 448 km/h; quota massima operativa
8100 m; autonomia 1280 km a pieno carico di bombe.
Armamento: due mitragliatrici da 12,7 mm in posizione dorsale e
ventrale e due mitragliatrici da 7,7 mm ai due lati della fusoliera;
2000 kg di bombe nella stiva o due siluri e fino a quattro bombe
da 250 kg attaccate sotto l'ala. Macchi C.200 Folgore
Un M.C.205 passato al fianco degli Alleati dopo il 1943
come si vede dallo stemma tricolore
Strutturalmente simile all'M.C.200. l'M.C.202 aveva
il più potente motore tedesco DB 601A costruito su
licenza Alfa Romeo. Il prototipo del Folgore era
del 1940 ed entrò in dotazione alla Regia
Aeronautica nell'agosto 1941. Il caccia dimostrò di
avere ottime caratteristiche di velocità e
manovrabilità, e con quattro mitragliatrici da 12,7
mm (lo stesso calibro del .50 Browning) era al livello
dei migliori caccia da guerra. Successivamente
vennero sostituite le mitragliatrici alari con due
cannoni da 20 mm alloggiati in gondole subalari. Nei
primi combattimenti, sul Deserto occidentale
costruì una sorpresa per i piloti dalla RAF e divenne
un temibile avversario.
E' dell'aprile 1941 l'ultima versione,il M.C.205
Veltro, con motore ancora più potente (il DB 605A)
e con due cannoni tedeschi MG 151 da 20 mm
a rimpiazzare le mitragliatrici da 7,7 mm.
Dopo l'8 settembre molti piloti passarono
nell'Aviazione Nazionale Repubblicana iniziando
una guerra fratricida contro i loro connazionali
passati alle forze alleate. Il Macchi si battè fino alla
fine della guerra.
Scheda tecnica
Apparato propulsore: (202) Alfa Romeo RA1000 RC41-1
(costruito su licenza DB601A-1), 12 cilindri in linea da 1175 hp;
(205) Fiat RA1050 RC58 (costruito su licenza DB605A-1), 12
cilindri in linea da 1475 hp.
Dimensioni: lunghezza 8,85 m; altezza 3,04 m; apertura alare
10,58 m.
Pesi a vuoto (202) 2350 kg, (205) 2581 kg; a pieno carico (202)
3010 kg; (205) 3408 kg.
Prestazioni: velocità massima (202) 595 km/h, (205) 642 km/h;
quota massima operativa (202) 11.000 m.
Armamento: (202) due mitragliatrici da 12,7 mm e due da 7,7 mm,
due bombe da 160 kg o due serbatoi sganciabili; (205) lo stesso
con due mitragliatrici da 7,7 mm sostituite da due cannoni da 20 mm. Macchi C.200 Saetta
Molti reparti italiani in Nord Africa erano equipaggiati
con il forte Macchi C.200
L'Aeronautica Macchi produsse i suoi migliori caccia
dopo l'esperienza avuta con gli idrovolanti della
Coppa Schneider. malgrado questo caccia di
Mario Castoldi ( M.C.) 200 conservava un motore
troppo piccolo e un armamento troppo leggero
anche molto dopo il suo primo volo del dicembre
1937. Fin dall'inizio, nel 1939, il tettuccio chiuso era
stato sostituito (su richiesta dei piloti) da un
abitacolo aperto. Questo gli aveva conferito
quell'aspetto un pò demodè tipico di molti caccia
italiani. La maneggevolezza era però ottima.
Dall'entrata in guerra , nel giugno 1940 fino alla resa
dell'8 settembre 1943, il C.200 era il caccia italiano
più utilizzato. Operativo in Grecia, Nord Africa,
Iugoslavia, mediterraneo e Russia (dove ottenere
l'ottimo rapporto di abbattimento 88 aerei nemici
contro i 15 persi) il Saetta poteva poteva competere contro i
migliori caccia alleati uscendone spesso vincitore.
Lo Spitfire era l'unico caccia in grado di surclassare
il C.200. La robusta struttura metallica e il motore
stellare raffreddato ad aria lo rendevano un ottimo
aeroplano per attacchi al suolo, spesso impiegato
come cacciabombardiere. Alla fine della guerra ne
erano stati costruiti più di 1000.
Scheda tecnica (M.C.200)
Apparato propulsore: un Fiat A.74 RC38, 14 cilindri stellare da
870 hp.
Dimensioni: lunghezza 8,2 m; altezza 3,38 m; apertura alare 10,58 m.
Pesi: a vuoto 1900 kg; a pieno carico 2350 kg.
Prestazioni: velocità massima 501 km/h; quota massima operativa
8900 m; autonomia 570 km.
Armamento: due mitragliatrici da 12,7 mm, due mitragliatrici da
7,7 mm nell'ala aggiunte in seguito, due bombe da 160 kg o due
serbatoi sganciabili. Reggiane Re 2000-2002 Falco
Il manovrabilissimo re 2002 era uno sviluppo del caccia
americano Seversky P-35
Il Re 2000 era quasi una copia del Seversky P-35.
Volò per la prima volta nel 1938; da subito si trovò a
competere sul mercato italiano col Macchi C.200 e
col Bf 109E. purtroppo ebbe la meglio il macchi,
dalle linee più marcate, costringendo la ditta
produttrice a offrilo sul mercato estero. Venne così
aquistato da Ungheria, Germania e Svezia. I dodici
esemplari italiani del Re 2000 andarono alla Marina
in Sicilia. La versione 2001, rimotorizzata con un
Dainler-Benz 601A,entrò in azione per la prima
volta con la Regia Aeronautica su malta nel maggio
1942. La scarsa disponibilità di quel motore arrestò
però la produzione a soli 252 esemplari. Il Re 2002
Ariete, in servizio dal 1942, fu impiegato contro gli
Alleati durante lo sbarco di Sicilia ma soli in 50
esemplari. L'ultima versione, il Re 2005 Sagittario,
installava un DB 605A-1 prodotto dalla Fiat. Fu
destinato alla difesa di Roma fino all'8 sttembre. Gli
apparecchi rimasti ai tedeschi vennero usati come
intercettori nei cieli di Bucarest e Berlino grazie
all'ottimo rateo di salita che consentivano loro di
salire fino a 20.000 piedi in poco piùdi quattro
minuti.
Scheda tecnica
Apparato propulsore: (2000) Piaggio P.XIbis, 14 cilindri stellare
da 1025 hp; (2001) Alfa Romeo RA.1000 RC41 (DB 601), 12
cilindri in linea da 1175 ho; (2002) Piaggio P.XIX RC45, 14
cilindri stellare da 1025 hp; (2005) Fiat RA.1050 RC58 (DB 605),
12 cilindri in linea da 1475 hp.
Dimensioni: lunghezza (2000) 7,95 m,(2000/2002) 8,2 m, (2005)
9,1 m; altezza 3,15 m; apertura alare 11 m.
Pesi: a vuoto (2000) 1905 kg, a pieno carico (2000) 2595 kg, (dal
2001 al 2005) fino a 3650 kg.
Prestazioni: velocità masiima (2000/2001/2002) 540km/h, (2005)
630 km/h; quota massima operativa (2000/2001/2002) 11.200 m,
(2005) 12.250 m; autonomia (2000/2001/2002) 950 km, (2005)
1250 km.
Armamento: (2000) due mitragliatrici da 12,7 mm e una bomba da
200 kg, (2001) con lo stesso armamento con due mitragliatrici da
7,7 mm o due cannoni da 20 mm e una bomba da 640 kg, (2005)
lo stesso armamento con tre cannoni da 20 mm. Caproni-Reggiane RE. 2005 "Sagittario"
Apertura alare: m. 11
Lunghezza: m. 8,73
Peso: Kg. 3.560
Motore: FIAT R.A. 1050 R.C. 58 Tifone da 1.250 HP - 12 cilindri in linea - raffreddato a liquido
Sviluppo del RE. 2001, il RE. 2005 « Sagittario » fu uno dei migliori velivoli italiani realizzati nel periodo bellico e venne costruito in soli 37 esemplari,
poiché i bombardamenti alleati ne ostacolarono in modo determinante la produzione.
Era potenziato con un motore Daimler-Benz DB 605A-1 da 1.250 HP costruito su licenza dalla FIAT e aveva un armamento più potente del RE. 2001,
composto da 2 mitragliatrici da 12,7 mm. in fusoliera, da 2 cannoncini da 20 mm. nelle ali e da un terzo da 20 mm. nel mozzo dell'elica.
Alcuni esemplari montarono un'elica di fabbricazione italiana, altri un'elica tedesca, che era riconoscibile per il mozzo simile a quello dei Messerschmitt BF 109.
Nel luglio 1942, durante le prove di volo a Guidonia, il caccia raggiunse i 678 Km/h a 7.000 m. e successivamente, pilotato dal Com.te Da Prato,
in una prova di picchiata raggiunse una velocità mai toccata prima da velivoli italiani: Km/h 1.100.
Il RE. 2005 apparve in dotazione al 22° Gruppo Caccia che operava nella difesa di Napoli, e con la 362a Squadriglia di questo reparto con base a Sigonella presso Catania,
partecipò agli aspri combattimenti che si svolsero durante lo sbarco alleato in Sicilia.
Dopo l'armistizio una decina di RE. 2005 superstiti vennero catturati dai tedeschi, che li usarono su Berlino contro i bombardieri B-17 americani.
Questa comparsa del caccia sulla Germania fu probabilmente una delle cause principali che indussero gli Alleati a compiere, durante la notte fra il 7 e P8 gennaio 1944,
il tremendo bombardamento a tappeto che rase al suolo le fabbriche Reggiane.
A Cleveland, nel dopoguerra, il RE. 2005 fu giudicato dagli americani il più bel caccia costruito fino a quel momento.
Scheda tecnica:
Velocità massima: Km/h 678 a m. 7.000
Quota di tangenza: m. 12.200
Autonomia: Km. 1.250
Tempo impiegato a raggiungere m. 6.000: 6'33
Armamento: 2 mitragliatrici Breda-SAFAT da 12,7 mm. e 3 cannoncini Mauser da 20 mm.
Equipaggio: 1 uomo |